Giornate molto intense quelle vissute dal personale di Team Mulsanne e Romeo Ferraris, perché le Alfa Romeo Giulietta TCR si sono spostate in pochi giorni da Ningbo a Wuhan, due città entrambe molto significative nel panorama produttivo del paese orientale, ma molto diverse tra loro. Se Ningbo è un tracciato tradizionale, quello di Wuhan è un cittadino, il terzo in calendario, su quattro, dopo Marrakech e Vila Real, e prima del gran finale di Macao. Kevin Ceccon e Fabrizio Giovanardi sono pronti a ripartire da dove hanno interrotto il proprio lavoro pochi giorni fa, come tutto il team, ovvero ad un soffio dalla zona punti. Le Alfa Romeo Giulietta TCR by Romeo Ferraris saranno anche impegnate nel gran finale di Monza del TCR Italy, con ben tre vetture. Una per Gigi Ferrara, in lotta per il titolo con V-Action, mentre ci sarà il ritorno di Otto Motorsport, con due vetture per Edoardo Cappello, già vincitore di gara-2 al Mugello, ed una per Adriano Bernazzani.

Michela Cerruti, Romeo Ferraris Operations Manager
“Ci siamo calati nella quotidianità della cultura cinese in questi giorni di trasferta tra Ningbo e Wuhan. Oltre al grande lavoro con Kevin e Fabrizio nel mondiale, abbiamo avuto una vettura impegnata nel TCR China lo scorso fine settimana, mentre in questo avremo anche la finale dell’italiano. Sono colpita dalla carica e l’entusiasmo che nonostante i ritmi serrati tutti i nostri ragazzi stanno dimostrando, ripagandoci degli sforzi fatti in questi anni per creare un progetto così importante”.

Kevin Ceccon
“Penso sia stato un fine settimana strano. In Slovacchia era andato tutto liscio, considerando anche la grande pressione che avevamo. Sabato qui in Cina stavamo realizzando una prestazione storica in qualifica, ma la bandiera rossa ci ha impedito di stampare quella terza fila sulla carta che avrebbe svoltato il nostro fine settimana. Purtroppo domenica, con la pista più gommata, non siamo riusciti a ritrovare lo stesso potenziale, ma abbiamo recuperato posizioni arrivando a lambire la Top-10. La bandiera rossa di gara-3, per la rottura di un cordolo, ha anche tolto la variabile usura, con tutti i piloti che hanno montato gomme nuove per la seconda parte, costringendoci in quattordicesima posizione sotto la bandiera a scacchi”.

Fabrizio Giovanardi
“Dopo la Slovacchia sapevamo che a Ningbo la nostra macchina si sarebbe adattata meno alla configurazione del circuito. Abbiamo faticato i primi giorni, poi dopo la qualifica domenicale abbiamo cambiato il motore sulla mia vettura e la performance è stata decisamente migliore. Partendo dal fondo tuttavia la Top-10 era un obiettivo utopico che siamo comunque riusciti a lambire. Wuhan, come già Marrakech e Vila Real, è un circuito cittadino dove tutto può succedere, speriamo di migliorarci in qualifica per crearci poi le nostre opportunità in gara”.